Cura dei Capi
Un capo ben fatto dura molto più a lungo di quanto si creda, a patto di trattarlo con un minimo di attenzione. Poche regole, valide per quasi tutto il guardaroba, che fanno la differenza tra un cappotto che dura tre stagioni e uno che ne dura quindici.
Lana
Giacche, cappotti e pantaloni in lana — spigata, jacquard o twill — non vanno lavati spesso. È l’errore più comune: la lana si pulisce in buona parte da sola.
Dopo l’uso appendi il capo su una gruccia sagomata e lascialo arieggiare una notte prima di riporlo nell’armadio. L’umidità del corpo evapora, le fibre tornano in posizione e le pieghe si distendono senza bisogno del ferro.
Per le macchie intervieni subito, tamponando con un panno umido dall’esterno verso il centro, senza mai strofinare: strofinando si apre la fibra e l’alone resta. Per una pulizia completa affidati a un lavaggio a secco professionale, non più di una o due volte a stagione.
Spazzola il capo nel verso del pelo con una spazzola morbida: toglie polvere e residui, e mantiene il tessuto vivo. È un gesto di trenta secondi che allunga la vita di un cappotto di anni.
Cotone
Le camicie in cotone a doppia torsione e in popeline si lavano in lavatrice a 30°C, con un detersivo neutro e senza ammorbidente: con l’uso l’ammorbidente deposita una patina che appesantisce le fibre e toglie freschezza al tessuto.
Chiudi il primo bottone e stendi la camicia subito dopo il lavaggio, ancora umida, tirando bene collo, polsi e carré con le mani. Fatto bene, questo passaggio elimina buona parte del lavoro di stiratura.
Stira a media temperatura, preferibilmente quando il tessuto è ancora leggermente umido, partendo da collo e polsi e finendo con i fianchi. Il cotone tinto in capo va lavato con colori simili le prime volte: la tintura in capo dà profondità al colore ma cede leggermente all’inizio.
Denim
Lava il meno possibile e sempre a rovescio, in acqua fredda. Ogni lavaggio porta via colore: è il modo in cui il denim invecchia e prende carattere, ma non c’è ragione di accelerarlo.
Se serve solo rinfrescarlo, l’aria aperta per qualche ora fa più di un lavaggio. Evita l’asciugatrice, che restringe il cotone e indurisce la mano del tessuto.
Come riporre
- Giacche e cappotti su grucce ampie e sagomate, che sostengano la spalla. Le grucce sottili in metallo deformano il capo nel punto in cui è più difficile rimediare.
- Maglieria e capi pesanti sempre piegati, mai appesi: il peso allunga il tessuto e le spalle prendono i cosiddetti corni.
- Lascia respiro tra un capo e l’altro nell’armadio. Un guardaroba stipato produce pieghe che poi vanno stirate, e stirare consuma.
- A fine stagione riponi la lana pulita: le macchie invisibili, soprattutto quelle di sudore e cibo, sono ciò che attira le tarme.
- Sacche in cotone, non in plastica: la plastica trattiene umidità.
Stiratura
Usa sempre un panno di cotone tra il ferro e la lana, per non lucidare il tessuto: la lucidatura è un danno permanente. Sui capi scuri stira dal rovescio.
Sul pantalone, la piega si fa allineando le cuciture interne ed esterne e passando il ferro lungo la linea che si forma naturalmente.
Riparazioni
Un bottone che salta, una cucitura che cede, un orlo da rifare non sono la fine di un capo. Un buon sarto risolve in poco tempo e a costi contenuti quello che altrimenti diventerebbe un acquisto nuovo.